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Non ha importanza quanto abbiamo perso, ma quello che ci resta

Home, Yann Arthus Bertrand, 2009.

È troppo tardi per essere pessimisti.

Io so che un singolo uomo può abbattere qualsiasi muro. Nel mondo 4 bambini su 5 vanno a scuola, l'istruzione non era mai stata garantita a tanti esseri umani. Tutti, dai più ricchi ai più poveri possono dare un contributo.

Il Lesotho, uno dei paesi più poveri del mondo, è quello che in proporzione ha investito risorse maggiori nella scuola. Il Qatar, uno degli stati più ricchi del mondo, ha aperto le porte alle migliori Università: cultura, istruzione, ricerca e innovazione sono risorse ineusaribili.

A dispetto della miseria e della sofferenza, milioni di organizzazioni non governative sono la prova che la solidarietà dei popoli è più forte dell'egoismo delle nazioni.

In Bangladesh un uomo ha aperto una banca che fa prestiti solo ai poveri, in soli trent'anni ha cambiato la vita di 150 milioni di persone.

L'Antartide è un continente con risorse naturali immense che nessuna nazione potrà rivendicare, un trattato firmato da 49 stati l'ha reso un tesoro condiviso da tutta l'umanità, una riserva dedicata alla pace e alla scienza.

È troppo tardi per essere pessimisti.

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Nella Corea del sud le foreste erano state devastate dalla guerra del Vietnam, grazie ad un programma di rinboschimento ora ricoprono il 65% del paese, più del 75% della carta viene riciclato.

Il Costa Rica ha fatto una scelta fara le spese militari e la conservazione del territorio, il paese non ha più un esercito, ha preferito investire le sue risorse nell'istruzione, l'eco-turismo e la protezione delle foreste primarie.

Il Gabon è uno dei più grandi produttori di legno al mondo, ha imposto l'abbattimento selettivo: non più di un albero per ogni ettaro. Le foreste sono la sua principale risorsa economica, ma hanno il tempo di rigenerarsi.

Ci sono programmi che garantiscono uno sfruttamento forestale sostenibile: devono diventare obbligatori.

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È troppo tardi per essere pessimisti.

Ho visto un'agricoltura a misura d'uomo, può sfamare l'intero pianeta se la produzione della carne non toglie il cibo dalla bocca delle persone.

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Ho visto case che producono la loro energia. Cinquemila persone vivono nel primo eco-quartiere esistente al mondo a Friburgo in Germania; altre città collaborano al progetto, Mumbai è stata la millesima ad unirsi a loro. I governi della Nuova Zelanda, dell'Islanda, dell'Austria, della Svezia e di altre nazioni hanno deciso che lo sviluppo delle energie rinnovabili è la loro priorità.

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In Islanda ho visto una centrale elettrica alimentata dal calore della terra, l'energia geotermica. Ho visto un serpente di mare posato sull'acqua per utilizzare l'energia delle onde e produrre elettricità. Ho visto impianti eoloci sulla costa della Danimarca che forniscono il 20% dell'energia elettrica al paese.

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Non ha importanza quanto abbiamo perso, ma quello che ci resta.

Abbiamo ancora metà delle foreste, migliaia di fiumi, laghi e ghiacciai e migliaia di specie rigogliose. Oggi sappiamo che le soluzioni esistono, abbiamo la capacità di cambiare. Allora, cosa stiamo aspettando?

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